Eppure, paradossalmente, questo mondo che si frammenta non sarebbe un ostacolo all’economia circolare europea, ma uno dei suoi motori principali. Lei avverte che le filiere circolari che oggi sono le più competitive commercialmente non sono necessariamente quelle che sopravviveranno. Oggi nel settore circolare le imprese che operano nell’illegalità sono commercialmente molto competitive, e spesso più competitive di chi lavora bene.