Ma anche il no, la previsione della presenza di un dissenso esplicito, non è abbastanza, perché sono troppi i casi in cui il dissenso non può essere dato», spiega a Open Benedetta Scuderi di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), tra le eurodeputate che più si sono battute perché passasse la risoluzione. Cos’altro chiede la risoluzione Ue Oltre alla revisione della definizione di stupro, nella risoluzione approvata oggi il Parlamento europeo chiede di porre al centro della lotta alle violenze sessuali un approccio «intersezionale e centrato sulla vittima», che includa cure mediche immediate, assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, accesso a un aborto sicuro e legale, cure per il trauma, supporto psicologico e assistenza legale. Cosa succede in Italia: il ddl arenato al Senato In Italia un progetto di legge che inserisse nell’ordinamento la definizione aggiornata di stupro cui richiama il Parlamento Ue pareva in dirittura d’arrivo lo scorso autunno, sulla base di un’intesa trasversale tra maggioranza e opposizione sospinto dalle leader stesse, Giorgia Meloni ed Elly Schlein.