All’uscita dall’udienza, prima di conoscere il verdetto, Zappi si era espresso con fiducia mista ad amarezza: “In tutta questa vicenda la cosa che più mi ha ferito e amareggiato è stato sentire descrivere una persona, un uomo come me, come abusante delle proprie funzioni e sleale. Aveva, poi, lasciata aperta la porta a un ulteriore ricorso al di fuori dell’iter processuale sportivo che si è concluso: “Valuteremo anche l’adozione di ulteriori passaggi perché credo che lo meritino 115 anni di storia dell’associazione. Credo che da presidente dell’AIA abbia anche il dovere di dover interpretare fino in fondo il suo ruolo in ordine all’autonomia tecnica e a quello che esercita.