Ma dietro a loro sgomitano altri aspiranti leader, come Beppe Sala, che l’anno prossimo dovrà lasciare la poltrona di sindaco di Milano per lo scadere del secondo mandato, e Franco Gabrielli, ex capo della polizia ed ex direttore dei servizi segreti, la cui carriera, dopo un’ascesa vertiginosa, si è arenata appena chiusa la parentesi di governo con Mario Draghi. Ma resta il richiamo di Veltroni il quale pure, sotto sotto, sogna un rientro alla grande, proprio sul Colle: che senso ha discutere di poltrone quando non soltanto non si è sicuri della vittoria, ma le questioni più care agli italiani non sono le candidature? Aggiungo un’altra riflessione: ma se a sinistra già ora si intravedono compagni che lottano per la poltrona, siamo sicuri che in caso di trionfo non finirebbe come le ultime volte, ovvero con agguati e crisi di governo una dietro l’altra?