Nella notte tra l’1 e il 2 maggio, il team legale della Global Sumud Flotilla, la spedizione umanitaria partita alla volta della Striscia di Gaza con centinaia di attivisti provenienti da tutto il mondo, ha depositato un ricorso urgente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro lo Stato italiano. Il ricorso alla Cedu per i due attivisti arrestati In una nota, gli attivisti della Flotilla spiegano di essersi rivolti alla Cedu per denunciare «una violazione grave e attuale della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, in particolare degli articoli 2 e 3, che tutelano il diritto alla vita e vietano in modo assoluto ed inderogabile la tortura, i trattamenti inumani o degradanti e ogni forma di esposizione a tali trattamenti». Nel mirino degli attivisti ci sono anche le responsabilità dell’Italia, Stato di bandiera dell’imbarcazione su cui si trovavano i due attivisti quando sono stati intercettati in acque internazionali dalla Marina israeliana.
Contesto politico
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