È la prima visita di un capo del Kmt in Cina dopo un decennio, battezzata «Journey of Peace»: tre tappe – Nanchino, Shanghai, Pechino – con Xi che parla di «sviluppo pacifico delle relazioni tra le due sponde» e di «futuro luminoso» se Taiwan accetterà la formula «una sola Cina». Nessuno a Taipei si fa illusioni sulle intenzioni di fondo – la Repubblica Popolare non ha mai escluso l’uso della forza – ma agli occhi del resto del mondo l’immagine che resta è quella di una superpotenza che «offre il dialogo» mentre gli Stati Uniti spediscono portaerei e violano il diritto internazionale, regalandole tra l’altro un assist se volesse invadere Taiwan. Pechino sta rispondendo ai blocchi americani con restrizioni all’export di gallio e germanio (fondamentali per i radar e l’hi-tech), creando un collo di bottiglia che colpisce direttamente l’industria della difesa statunitense Il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) certifica da anni il primato cinese nelle terre rare: la Repubblica Popolare controlla circa il 70% dell’estrazione globale, e una quota ancora maggiore delle fasi di raffinazione e trasformazione.
Contesto politico
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